Economia collaborativa

Il Time ha inserito la Sharing Economy tra le 10 idee che stanno cambiando il mondo.

Il passaggio dal possesso all’accesso di beni e servizi, è ormai teoria economica consolidata e pratica accettata della nostra società, grazie a un riposizionamento del perimetro di diffidenza verso gli estranei e alla percezione evoluta degli impatti positivi che porta alla comunità.

In un’epoca caratterizzata dall’inarrestabile crisi economica e sociale, i potenziali risparmi e i maggiori ricavi, derivati da un uso migliore delle risorse personali, stanno decretando il successo di questo nuovo consumo collaborativo.

http://www.copernicomilano.it

Sharing Economy è dei tanti nomi che continuano a proliferare per descrivere un’economia che propone il riuso e la condivisione di beni sottoutilizzati.

L’economia collaborativa è un mondo molto ampio di cui fanno parte le piattaforme digitali che mettono direttamente in contatto le persone ma anche il cohousing, il coworking, l’open source, le social street, fenomeni che al loro interno mostrano sfaccettature molto diverse pur promuovendo, tutte, forme di collaborazione fra pari. Pratiche molto recenti che, probabilmente, prima di essere descritte in una definizione unica, devono maturare ed essere approfondite, e per questo potrebbe valer la pena di provare a definire i singoli “fenomeni” dell’economia della collaborazione per conoscerli meglio, per poi capire cosa mettono a fattor comune.

L’economia della collaborazione digitale,  promuove lo sfruttamento a pieno delle risorse grazie a tutte quelle piattaforme che mettono in contatto le persone per affittare, condividere, scambiare, vendere beni, competenze, tempo, denaro, spazio; promuovendo nuovi stili di vita che prediligono il risparmio o la ridistribuzione del denaro e la socializzazione.

 

Le caratteristiche dell’economia collaborativa

I servizi che rientrano in questo perimetro possiedono, così, le seguenti caratteristiche:

1) Promuovono lo sfruttamento pieno delle risorse incoraggiando l’accesso invece della proprietà e il riuso invece dell’acquisto.

2) L’azienda che li offre è una piattaforma abilitatrice; non eroga servizi o prodotti dall’alto verso il basso ma agisce da abilitatrice, non solo mettendo direttamente in contatto chi cerca con chi offre (modello “peer 2 peer”), ma anche diventando veicolo di reputazione, fiducia e appartenenza. Può offrire, inoltre, servizi di valore aggiunto disegnando l’ambiente in cui avvengono le interazioni senza però influenzare gli attori che sono abilitati.

3) Gli asset che generano valore per le piattaforme (beni e competenze)appartengono alle persone e non alla compagnia, come avviene invece nelle aziende tradizionali. Gli stessi attori possono scambiarsi i ruoli, proponendosi in alcuni casi come chi offre e in altri come chi cerca.

4) La collaborazione è al centro del rapporto fra i pari. Le persone attraverso questi servizi entrano in relazione fra loro collaborando. Si può dire, quindi, che le piattaforme collaborative hanno sempre un valore sociale, anche quando lo scambio è mediato dal denaro. Si può collaborare mettendo in comune il bene temporaneamente senza modificarne la proprietà, o in maniera permanente cedendo la risorsa non più utilizzata. In entrambi i casi la transazione può essere mediata dal denaro, come per Airbnb, oppure no come nel caso di Couchsurfing.

Si generano così quattro aspetti della collaborazione: la condivisione quando si accede a una risorsa in maniera temporanea e la piattaforma non prevede transazioni in denaro (come Timerepublik); l’affitto, quando si accede a una risorsa in maniera temporanea e la transazione è mediata dal denaro (come nel caso di servizi come Airbnb, ma anche di cessione temporaneo di competenza come nel caso di Tabbid o anche Gnammo); lo scambio, quando si baratta una risorsa in cambio di un’altra senza intermediazione di denaro (servizi tipici di baratto come Baratto Facile, Zerorelativo), anche se lo scambio viene mediato da monete alternative (tempo, crediti) come nel caso di Reoose, Timerepublik, Sardex; lavendita se quel che si cede in maniera permanente è un oggetto usato (Sharoola,Subito.it, ma anche eBay prima maniera).

5) La tecnologia digitale è un supporto necessario: in tutti i servizi collaborativi digitali, le piattaforme tecnologiche, sotto forma di siti internet o app mobile, sono necessarie per abilitare questi servizi e renderli scalabili, utili, originali.

 

Fonte: http://www.chefuturo.it

 

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